Chi l’ha detto che gli stranieri arrivano in Italia solo per cercare lavoro? Spesso, lo creano anche. Alla fine del 2025, stando ai dati Stockview-Infocamere forniti dalla Camera di Commercio di Venezia e Rovigo ed elaborati dalla Fondazione Leone Moressa, gli imprenditori nati all’estero in Italia raggiungono 796mila (10,8% del totale), con 600mila imprese a conduzione straniera (11,9%).
Sono loro coloro i quali sono più disponibili a mettersi in gioco: dal 2015, quelli nati in Italia calano del 5,2%, mentre gli immigrati crescono del +21,3%, trend confermato nel 2025 (+1,1% immigrati, -0,6% italiani).
La Cina supera la Romania come primo Paese d’origine (insieme oltre il 20% del totale); crescono, poi, Albania (+5,4%), Moldavia (+6,9%) e Ucraina (+7,3%), calano Marocco (-1,9%), Nigeria e Senegal (-5,2%).
Tra i cinesi, 1 su 3 è imprenditore.
Sul fronte delle donne imprenditrici immigrate, invece, la situazione è questa: oltre 220mila, con la Cina al top (36.414, 16,4%) e un’incidenza femminile maggiore del 70% per Thailandia, Bielorussia e Lituania.
Le regioni dove ci sono più imprenditori stranieri? Lombardia (177mila), Lazio (81mila), Toscana (75mila) ed Emilia-Romagna (74mila). Ma l’incidenza massima si registra in Liguria (15,5%) e Toscana (14,7%). Impiegano oltre 900mila dipendenti, con commercio ed edilizia che impiegano quasi il 60% del totale.

