10 visualizzazioni 2 min 0 Commenti

Aumenti salariali per colf, badanti e baby sitter: tariffe aggiornate per tutelare il potere d’acquisto

Nel 2025, oltre 817 mila lavoratori domestici regolari hanno versato contributi per almeno un mese. Eppure, persiste il sommerso

La Commissione paritetica nazionale per il settore domestico, riunita al Ministero del Lavoro, ha deliberato un incremento dei minimi retributivi per colf, badanti e baby sitter.

L’adeguamento si basa sull’indice FOI dell’Istat sul costo della vita (art. 38 CCNL) e sull’aumento previsto dal recente rinnovo contrattuale (art. 55). Risultato: retribuzioni mensili in crescita da 46 euro lordi, con picchi oltre i 1.400 euro per i profili più qualificati.

Tutti i livelli contrattuali beneficiano dell’aggiornamento. Orario per livello B (colf): da 6,68 a 7,01 euro. Per badanti di persone autosufficienti e baby sitter (livello BS): da 7,10 a 7,45 euro. Livello CS (assistenza a non autosufficienti): da 8,49 a 8,91 euro. In regime di convivenza, l’incremento medio mensile è di 55,98 euro, portando il totale a 1.193,84 euro, più indennità di vitto e alloggio.

“Questo intervento tutela il potere d’acquisto dei lavoratori e allinea le retribuzioni alla realtà economica”, spiega Alfredo Savia, presidente di Nuova Collaborazione. “Il CCNL resta il faro per diritti, tutele e regole certe, favorendo rapporti regolari tra lavoratori e famiglie. Il lavoro di cura sostiene il welfare italiano: assiste anziani non autosufficienti, aiuta i genitori a conciliare famiglia e lavoro. Riconoscerlo economicamente ne valorizza il ruolo sociale”.

Dati Inps 2025 confermano: oltre 817mila lavoratori domestici regolari hanno versato contributi per almeno un mese. Eppure, persiste il sommerso, le “vite fantasma” di chi opera senza contratto, come emerge dallo studio “Lavoro domestico e formazione” di Nuova Collaborazione e Centro Einaudi. Qui, l’aggiornamento retributivo gioca un ruolo regolatorio chiave: premia il lavoro di cura, agevola famiglie nella gestione trasparente e rafforza la stabilità del settore.

In un contesto di invecchiamento demografico e pressure familiari, questi aumenti non sono solo correttivi salariali, ma un investimento nel welfare familiare. Favoriscono l’emersione dal nero, riducono il gender gap nel lavoro domestico – spesso appannaggio di donne immigrate – e promuovono formazione per qualificare il settore. Le famiglie, principali datori, guadagnano certezze; i lavoratori, dignità economica. Un passo verso un mercato del lavoro più equo e sostenibile.

Avatar photo
Redazione - Articoli pubblicati: 1

Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

Twitter
Facebook
Linkedin
Scrivi un commento all'articolo