L’Italia ha toccato a gennaio 2026 un tasso di disoccupazione al 5,1%, il minimo storico mai registrato dall’Istat.
Questo dato riflette un miglioramento significativo del mercato del lavoro, con il numero di occupati che raggiunge i 24 milioni 181mila unità.
Nello specifico, a gennaio, gli occupati sono cresciuti di 80mila unità rispetto a dicembre (+0,3%), coinvolgendo uomini, dipendenti permanenti (16 milioni 455mila), a termine (2 milioni 449mila) e autonomi (5 milioni 277mila).
Su base annua, l’incremento è di 70mila unità (+0,3%) rispetto a gennaio 2025, formato soprattutto da donne e over 50, mentre cala tra i giovani 15-24enni e resta stabile tra gli uomini.
Il tasso di occupazione sale al 62,6% (+0,2 punti), evidenziando una dinamica positiva su base mensile e trimestrale (+23mila occupati nel trimestre novembre 2025-gennaio 2026).
Fatto sta che, nonostante il record, emergono delle ombre: cresce l’inattività tra le donne che non cercano più lavoro, e il tasso resta tra i più bassi in Europa per l’occupazione. I giovani under 24, inoltre, fanno segnare un calo occupazionale mensile, mentre il Pil italiano sale dello 0,5% ma con deficit al 3,1%.
Come dire: c’è una ripresa strutturale della nostra economia ma sono evidenti le disparità di genere e di età del mercato del lavoro che richiederebbero politiche mirate.

