I lavoratori dipendenti possono contare su diversi vantaggi che alleggeriscono la busta paga anche in questo 2026. La Legge di Bilancio ha infatti prorogato il taglio del cuneo fiscale, meccanismo di riduzione dei contributi previdenziali a carico dei dipendenti, calibrato sul reddito annuo. Si tratta di uno “sconto” automatico applicato dal datore di lavoro, senza bisogno di richieste da parte del dipendente, valido sia nel pubblico che nel privato.
L’entità dello sgravio varia per fasce reddituali: 7,1% fino a 8.500 euro annui (circa 603 euro l’anno, o 46 euro mensili); 5,3% tra 8.501 e 15.000 euro (742 euro annui, 57 euro al mese); 4,8% tra 15.001 e 20.000 euro. Oltre i 20.000 euro, subentra una detrazione fissa di 1.000 euro fino a 32.000 euro, che si riduce progressivamente: 875 euro a 33.000; 625 a 35.000; 500 a 37.000; 250 a 38.000; 124 a 39.000 euro, per azzerarsi a 40.000. L’Agenzia delle Entrate, con risposta n. 7 del 16 gennaio 2026, ha chiarito che in caso di permessi non retribuiti va ricalcolata la retribuzione teorica, escludendo le assenze, per determinare la fascia corretta.
Non solo cuneo fiscale: confermata la riduzione dell’Irpef, con il secondo scaglione al 33% (da 35%), per aliquote così strutturate: 23% fino a 28.000 euro; 33% tra 28.001 e 50.000; 43% oltre. Il risparmio arriva a 440 euro annui per redditi sopra 50.000 euro, e tra 140-240 euro per la fascia 35.000-40.000. Per redditi oltre 75.000 euro, limiti più stringenti alle detrazioni, modulate su figli e reddito; spared le spese sanitarie (19%), mentre istruzione resta a 1.000 euro massimi per studente.
Infine, i fringe benefit stabili fino al 2027: esenti fino a 1.000 euro per tutti (2.000 con figli a carico, soglia 2.840,51 euro o 4.000 under 24). Inclusi rimborsi utenze, affitti, mutui prima casa; per auto aziendali, tassazione su emissioni.
Queste misure rappresentano un sostegno concreto al potere d’acquisto, con impatti diretti sul netto mensile.

