In Italia, le piccole e medie imprese stanno abbracciando con decisione le tecnologie digitali. Secondo i dati elaborati da Unioncamere sui Punti impresa digitale delle Camere di commercio, in soli quattro anni il numero di PMI che hanno investito nell’Intelligenza Artificiale è triplicato, passando dal 6% al 18%. Parallelamente, la diffusione degli strumenti di cybersecurity ha registrato un incremento del 6%, raggiungendo oggi il 41% delle imprese contro il 35% del 2021.
Questi numeri emergono dalle analisi digitali condotte dalle Camere di commercio, che monitorano il livello di maturità tecnologica delle aziende. L’accelerazione è particolarmente evidente sul fronte dell’IA a partire dal 2023, anno che ha rappresentato un vero punto di svolta. La pandemia e la successiva corsa alla digitalizzazione hanno spinto molte PMI a esplorare soluzioni innovative per competere in un mercato sempre più globale. Tuttavia, l’adozione dell’IA resta ancora superficiale: la maggior parte delle imprese la utilizza per task specifici, senza integrarla pienamente nei processi aziendali o nei modelli di business. Molte realtà, infatti, mancano di competenze interne per interpretarne le potenzialità, come l’automazione di flussi operativi o l’analisi predittiva dei dati.
I settori trainanti sono quelli dei servizi di informazione e comunicazione, dove oltre il 40% delle PMI ha già adottato strumenti IA, grazie a applicazioni come chatbot, analisi dati e content generation. Seguono le attività professionali, scientifiche e tecniche (30%) – pensiamo a studi legali o consulenze che sfruttano l’IA per ricerche e reportistica – e le attività artistiche, sportive e di intrattenimento (24%), dove emergono usi creativi come editing video assistito o personalizzazione contenuti.
Questo trend positivo riflette una maggiore consapevolezza delle PMI italiane verso la transizione digitale, sostenuta dai fondi del PNRR e dai voucher dei Punti impresa digitale. Eppure, permangono sfide: la carenza di skills digitali e investimenti iniziali frenano una diffusione capillare. Per Unioncamere, è essenziale potenziare formazione e consulenza per trasformare l’IA da strumento accessorio a pilastro strategico.
In un contesto economico incerto, questi dati segnalano un’Italia delle imprese pronta a innovare, ma con la necessità di politiche mirate per colmare il gap con i grandi player europei.

