15 visualizzazioni 2 min 0 Commenti

Disoccupazione e occupazione, l’Istat conferma i livelli record

L'istituto conferma sull'anno il trend del 5% per la prima e del 63% per la seconda. Ma aumentano gli inattivi

Disoccupazione al 5%, occupazione al 63%, quota di inattivi al 33,6%. Sono questi i dati più importanti diffusi ieri, 2 luglio 2026, da Istat. Il che fa segnare la conferma di due record positivi: sul fronte, appunto, della disoccupazione e dell’occupazione.

Rispetto a maggio 2025 gli inattivi tra i 15 e i 64 anni sono 190mila in più (+1,5%), e la crescita riguarda tutte le fasce d’età con una sola eccezione, quella dei 50-64enni, dove il tasso scende di 0,7 punti.

È tra i più giovani che l’aumento si fa sentire di più: il tasso di inattività dei 15-24enni sale al 79,8%, 3 punti in più sull’anno, mentre tra i 35-49enni l’incremento tendenziale è di 0,7 punti.

Su base mensile il fenomeno si conferma, con +59mila inattivi (+0,5%) e un solo calo, quello dei 25-34enni.

Sul fronte della disoccupazione, il cui tasso è sceso al 5%, sempre rispetto a un anno fa, sono 399mila in meno le persone in cerca di occupazione.

Il dato più netto riguarda i giovani: la disoccupazione 15-24 anni cala di 7,2 punti sull’anno, al 15,1%. Su base mensile la flessione è più contenuta ma comunque significativa (-22mila unità, -0,1 punti).

Sempre stando all’Istat, infine, anche l’occupazione si conferma a buoni livelli nel confronto tendenziale: +228mila occupati in un anno (+0,9%), con il tasso che sale di 0,4 punti al 63,0%. La crescita annua è trainata dai dipendenti permanenti (+275mila, +1,7%) e dagli indipendenti (+198mila, +3,8%), mentre i contratti a termine perdono 244mila posizioni (-9,3%). Tuttavia, nel confronto mensile, il quadro si inverte: gli occupati scendono di 22mila unità, per effetto del solo calo dei dipendenti a termine (-81mila), a fronte della tenuta di permanenti e indipendenti.

Avatar photo
Redazione - Articoli pubblicati: 1

Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

Twitter
Facebook
Linkedin
Scrivi un commento all'articolo