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Pensioni, via al recupero delle detrazioni non dovute: interessate 20mila persone

L'Inps chiede ai percettori dell'assegno la restituzione di somme indebitamente versate loro a marzo. Il prelievo avverrà a rate o in un'unica soluzione

Il mese di aprile porta con sé brutte notizie per i pensionati italiani. Da oggi l’Inps chiede la restituzione dei soldi a oltre 20mila percettori dell’assegno che hanno beneficiato di detrazioni non dovute. Si tratta di somme concesse per errore che, a marzo, hanno finito per “gonfiare” i cedolini.
La detrazione in questione è quella prevista dall’articolo 1, comma 6, della legge 207/2024, che trasforma il taglio del cuneo da contributivo a fiscale. La misura, introdotta per i redditi da lavoro compresi tra 20.000 e 40.000 euro annui, prevede fino a mille euro per i redditi più bassi e poi va a scalare. Su questa detrazione l’Inps ha chiesto un chiarimento all’Agenzia delle Entrate ed è risultato che essa era stata riconosciuta dell’Istituto anche in casi in cui non spettava, per esempio “in presenza di redditi assimilati al lavoro dipendente come pensioni integrative e indennità sostitutive”. Il chiarimento dell’Agenzia, però, è arrivato quando la detrazione era già stata riconosciuta nel conguaglio a credito del cedolino di marzo. Risultato: alcuni pensionati hanno ricevuto per errore fino a mille euro in più che ora sono chiamati a restituire.
L’Inps, dunque, è stata costretta a correre ai ripari e, a partire da aprile, ha previsto il recupero delle somme che sono state concesse per errore e non erano dovute. In particolare, i pensionati che hanno beneficiato per sbaglio della detrazione riceveranno ad aprile un cedolino dedicato in cui vengono illustrati la situazione e il piano di recupero. Gli stessi pensionati riceveranno anche una lettera nella quale vengono indicate le somme da restituire e le modalità, sebbene alcuni percettori dell’assegno abbiano già provveduto a restituire l’importo dopo il conguaglio di marzo.
Per il recupero delle somme concesse per errore a titolo di detrazione, l’Inps ha definito due diverse modalità. Se la somma che il pensionato deve restituire non supera i 150 euro, viene trattenuta ad aprile 2026 in un’unica soluzione. Invece, se la somma è superiore a 150 ma non a mille euro, il pagamento inizia da maggio 2026 ed è suddiviso in un massimo di otto rate fino a dicembre. Per esempio, il pensionato che ha ricevuto indebitamente mille euro dovrà restituire la somma all’Inps pagando otto rate da 125 euro ciascuna.
Ancora, nel caso delle rate, nel cedolino dedicato di aprile ci sarà un “recupero neutralizzato”: un doppio movimento, uno a debito e un altro a credito della stessa cifra, per neutralizzare la trattenuta per questa mensilità. Si tratta di un tecnicismo studiato per evitare di recuperare dai pensionati somme sostanziose in un’unica soluzione. Il recupero reale inizierà da maggio, quando per i pensionati scatteranno le trattenute mensili, mentre non ci saranno effetti sull’importo della pensione di aprile.

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Collaboratrice - Articoli pubblicati: 14

Giornalista professionista, si occupa delle intersezioni tra mercato del lavoro, dinamiche economiche e trasformazioni sociali. Con un approccio analitico ma sempre attento al lato umano, esplora come le grandi decisioni finanziarie ricadano sulla quotidianità dei cittadini e sulla cultura contemporanea

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