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“Un algoritmo sfrutta i riders”: Glovo sott’inchiesta a Milano

Paga di 2 euro e 50 centesimi a consegna e tracciamento al fine di assegnare loro un punteggio

Glovo sotto inchiesta a Milano: la popolare piattaforma per la consegna del cibo a casa è accusata dalla Procura di Milano di aver sfruttato circa 40mila rider tramite il proprio algoritmo.

In pratica, i ciclofattorini, per lo più stranieri, non erano semplici partite Iva ma subordinati di fatto a un unico datore di lavoro che li eterodirigeva digitalmente con una paga di 2 euro e 50 centesimi a consegna e tracciandoli al fine di assegnare loro un punteggio di accettazione e puntualità.

Ma non solo: l’algoritmo chiedeva loro di fare più in fretta e, se li vedeva in ritardo sulla tabella di marcia o fermi, li incalzava chiedendo il motivo.

Per questo, la Procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario urgente su Foodinho srl, la società italiana del gruppo spagnolo, per presunto caporalato digitale.

Il pubblico ministero Paolo Storari ha contestato a Foodinho e al suo amministratore unico Pierre Miquel Oscar l’intermediazione illecita e lo sfruttamento lavorativo aggravato.

L’indagine, condotta dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, si concentra su circa 2.000 rider a Milano e 40.000 in tutta Italia.

Le retribuzioni medie, intorno ai 2,50 euro a consegna, sarebbero inferiori fino al 76,95% rispetto alla soglia di povertà e all’81,62% rispetto ai contratti collettivi nazionali, violando l’articolo 36 della Costituzione.

Il punto centrato dalla Procura è che i rider operano in uno stato di bisogno, con turni di 9-10 ore al giorno per 6 giorni a settimana, il che supera i limiti legali.

Le testimonianze, come quella di Solomon Saturday a Milano Centrale, descrivono consegne multiple senza tutele previdenziali, assicurative o contrattuali. Il sistema sfrutterebbe la precarietà, con paghe non proporzionate al lavoro svolto e meccanismi di controllo punitivi.

Già nel 2021, Glovo ricevette una multa di oltre 65 milioni di euro da Inps e Ispettorato per omessi contributi.

Inoltre, una sentenza del Tribunale di Milano nell’aprile 2025 ha confermato i rider come “dipendenti a tutti gli effetti”, imponendo contratti subordinati. Questa inchiesta si inserisce in un giro di vite sul caporalato digitale, in linea con direttive UE.

Ora, il Gip milanese dovrà convalidare il controllo giudiziario, nominando un amministratore. Glovo ha risposto con una nota, annunciando piena collaborazione e impegno per migliorare gli standard. Sindacati come Nidil Cgil e USB plaudono, chiedendo di superare il modello del cottimo e regolarizzare i lavoratori.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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