7 visualizzazioni 3 min 0 Commenti

Crescita professionale e servizi più efficienti: ecco perché gli under 35 italiani cercano lavoro all’estero

La metà dei giovani tra 18 e 34 anni valuta l'opzione di trasferirsi in un altro Paese europeo per realizzare i propri obiettivi. Fuggono soprattutto le donne, attratte da un migliore welfare pubblico

Agli occhi dei suoi giovani l’Italia è sempre meno il luogo dove realizzare i propri obiettivi di vita. Non a caso, oltre la metà delle persone tra 18 e 34 anni di età valuta l’idea di andare all’estero per almeno tre mesi proprio per lavorare. A fotografare una generazione con la valigia in mano non per vocazione ma per necessità è un’indagine dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, coordinata da Alessandro Rosina e realizzata con Ipsos.
In base allo studio, per i giovani europei andare all’estero non è più un’eccezione ma una possibilità ampiamente considerata. In tutti i Paesi europei meno del 30% dei giovani esclude a priori l’opzione di andare all’estero. E l’Italia è l’unico Paese in cui la quota di under 35 che considerano probabile o sicuro un trasferimento all’estero supera la metà degli intervistati.
In altre parole, i giovani italiani considerano il proprio Paese meno attrattivo rispetto al resto d’Europa. Più precisamente, solo poco più di un giovane italiano su dieci ritiene che il Paese offra maggiori possibilità di realizzazione rispetto agli altri grandi Stati europei. La Germania, per esempio, è vista come più attrattiva da più del 70% degli under 35 italiani. Viceversa, i giovani nati negli altri Paesi europei non vedono nell’Italia una destinazione preferibile per realizzare i propri obiettivi di vita.
Insomma, sono più i motivi che spingono i giovani italiani a partire che quelli che li convincono a restare. All’estero si trovano migliori opportunità di lavoro, maggiore riconoscimento dei diritti civili e un welfare pubblico più efficiente. Quest’ultimo aspetto conta soprattutto per le donne che lontano dall’Italia percepiscono un maggiore riconoscimento dei diritti, servizi più efficienti e una più facile conciliazione di vita e lavoro. Altre motivazioni, ma meno forti, sono il desiderio di nuove esperienze, il confronto con culture diverse e la possibilità di apprendere una lingua diversa da quella di origine.
La fragilità delle aspettative degli under 35 italiani, infine, emerge nettamente quando si chiede loro di immaginarsi a 45 anni. Meno di un giovane su tre è certo di avere un lavoro in quella fase della vita. Ma il dato più preoccupante è il confronto nel tempo: rispetto al 2018, le aspettative si sono ridimensionate, soprattutto tra i più giovani. Anche quando il lavoro è dato per probabile, cambia la qualità attesa a seconda che ci si immagini in Italia o all’estero.
Meno della metà dei giovani prevede un lavoro altamente soddisfacente in Italia, mentre questa quota sale se si considera l’ipotesi di lavorare all’estero. Stesso discorso per l’adeguatezza dello stipendio. Le donne, in particolare, non solo si dichiarano mediamente meno soddisfatte delle prospettive in Italia, ma percepiscono un miglioramento più netto immaginando il proprio futuro all’estero.

Avatar photo
Direttore Editoriale - Articoli pubblicati: 197

Libero Professionista, impegnato oltre che sul fronte dei servizi e prestazioni connesse al tema della prevenzione degli infortuni in ambienti di lavoro, ha maturato una notevole esperienza nell’ambito delle relazioni sindacali, ed oggi è tra i fondatori di diverse realtà sindacali di carattere Nazionale.

Linkedin
Scrivi un commento all'articolo