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Boom di rimesse: così i lavoratori stranieri in Italia salvano dalla povertà famiglie e Paesi d’origine

Nel 2025 l'ammontare del denaro trasferito potrebbe toccare quota 9 miliardi. A beneficiarne è soprattutto il Bangladesh che dagli emigrati ricava lo 0,34% del Pil

Lavorare in Italia salva dalla povertà milioni di stranieri e le loro famiglie, oltre a essere una voce importante del bilancio di molte aree sottosviluppate. Lo confermano i dati recentemente diffusi dalla Banca d’Italia: l’anno appena concluso segna un aumento del denaro trasferito dai lavoratori stranieri verso i Paesi di origine. La cifra potrebbe toccare la quota record di nove miliardi di euro, con un boom di rimesse verso il Bangladesh e dalle province di Aosta e Napoli.

I dati diffusi dalla Banca d’Italia riguardano i primi sei mesi del 2025. In questo periodo il denaro trasferito dai lavoratori stranieri verso i Paesi di origine è cresciuto del 6,4%. Se questo trend dovesse essere confermato dalle rilevazioni che la Banca d’Italia effettuerà a gennaio, il totale delle rimesse eseguite dai lavoratori stranieri dovrebbe toccare i nove miliardi di euro.

L’incremento è evidente. Negli ultimi vent’anni il valore del denaro trasferito dai lavoratori stranieri verso i Paesi di origine è passato dai 3,9 miliardi di euro del 2004 ai quasi 8,3 del 2024. E, come anticipato, nel 2025 potrebbe aver già toccato quota nove miliardi. L’aumento è del doppio a valori correnti e di circa il 40% al netto dell’inflazione, quindi a prezzi costanti.

L’incremento del denaro trasferito dai lavoratori stranieri verso i Paesi di origine è legato innanzitutto all’impennata del numero degli stranieri in Italia. Tra 2005 e 2024, infatti, gli stranieri registrati all’anagrafe in Italia sono passati da 2,25 a 5,25 milioni, pari al +131%. Di conseguenza l’importo medio trasferito è calato da 1.719 a 1.577 euro, pari al -8% a prezzi correnti. Tra le probabili cause di questa riduzione spiccano i ricongiungimenti dei lavoratori stranieri con le loro famiglie, che hanno accresciuto la quota di reddito consumata in Italia e quindi sottratta al trasferimento nel Paese di origine.

Ma quali sono i Paesi ai quali si indirizzano i flussi di denaro trasferito dai lavoratori stranieri? A fare la parte del leone è il Bangladesh con poco meno di 1,4 miliardi che rappresentano lo 0,34% del Pil: un capitale di valuta pregiata e un notevole aiuto economico per uno dei Paesi più poveri al mondo. Seguono Pakistan con 600 milioni, Marocco con 575, Filippine con 570 e Georgia con 501. Il primo Stato europeo è la Romania con circa 387 milioni trasferiti, mentre il primo americano è il Perù con 359. Più contenute le rimesse a Moldavia, Colombia e Brasile che occupano le ultime posizioni della classifica rispettivamente con 137, 107 e 102 milioni di euro.

Anche la geografia delle province italiane dalle quali partono i trasferimenti non è uniforme. Roma, Milano, Napoli, Torino, Firenze, Brescia, Bologna, Genova, Venezia e Verona sono, nell’ordine, le dieci province che maggiormente concorrono alla formazione delle rimesse con 3,9 miliardi di euro, pari al 47% del totale. Nel 2024 dalla sola città metropolitana di Roma sono stati inviati 1,1 miliardi, 900 milioni da Milano e dintorni. Se si rapporta l’ammontare dei trasferimenti alla popolazione straniera residente, però, in cima alla classifica balzano Aosta, Napoli e La Spezia.

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Collaboratore - Articoli pubblicati: 21

Giornalista con oltre quindici anni di esperienza, specializzato in lavoro, economia e società. Noto per le sue analisi approfondite e lo stile equilibrato, si concentra sull'impatto delle politiche e dei trend sul tessuto sociale ed economico italiano. Ha iniziato la sua carriera in testate locali, sviluppando una profonda comprensione delle dinamiche del mercato del lavoro e delle sfide sociali a livello regionale.

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