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Meno tasse su aumenti contrattuali, premi e lavoro festivo: l’Agenzia delle Entrate emana la circolare

Il direttore Vincenzo Carbone firma il documento che attua le norme contenute nella manovra di bilancio. Intanto il governo lavora a un nuovo decreto fiscale: novità su rottamazione e Superbonus

Meno tasse per chi beneficia di un aumento contrattuale, ottiene un premio di risultato oppure lavora di domenica o in giorni festivi. Scatta, infatti, lo sconto fiscale sugli aumenti contrattuali firmati dal 2024 a oggi per i dipendenti privati: i lavoratori che guadagnano sotto i 33mila euro pagheranno sulla quota dell’aumento solo una flat tax del 5%. Imposta al 15%, invece, per le maggiorazioni di domenicali e festivi o per i premi di risultato ai lavoratori con retribuzioni fino a 40mila euro. Inserite nell’ultima manovra di bilancio, le norme trovano attuazione con l’ultima circolare dell’Agenzia delle Entrate firmata dal direttore Vincenzo Carbone.
Il documento di istruzioni era particolarmente atteso da operatori e sostituti d’imposta per dare il via alle novità previste dall’ultima manovra di Bilancio. A proposito degli aumenti previsti dai rinnovi contrattuali, la circolare attiva regole importanti, soprattutto in un momento in cui si discute con sempre più insistenza della necessità di accrescere i salari reali.
Nel caso della flat tax al 5%, per esempio, un lavoratore che guadagna 30mila euro l’anno e che nel 2026 ottiene un aumento contrattuale pari a 2.500 euro, per un reddito complessivo di 32.500, con la nuova tassazione agevolata verserà allo Stato il 23% fino a 28mila euro (cioè 6.440 euro), il 33% sul reddito che supera i 28mila (cioè 2mila euro) (cioè 660 euro) e il 5% sui 2.500 euro annui di incremento contrattuale (cioè 125 euro). Applicando la tassazione ordinaria, invece, quello stesso lavoratore avrebbe versato il 23% fino a 28mila euro (sempre 6.440 euro) e il 33% sul reddito da 28mila a 32.500 euro (cioè 1.485 euro). A conti fatti, la nuova tassazione agevolata lascia “in tasca” un aumento contrattuale pari a 2.375 euro, con un risparmio d’imposta di 700 euro.
Il risparmio chiaramente cambia a seconda dell’aumento accordato al lavoratore. Due sono le tipologie di flat tax sui salari privati. La prima sui rinnovi contrattuali vale per chi ha redditi fino a 33mila euro per la parte di aumento legata ai contratti nel 2024-2025. L’applicazione della tassa “light” al 5% vale anche per le assenze retribuite come malattia, maternità/paternità o infortunio. La seconda fattispecie, che prevede un aliquota del 15%, è sulle maggiorazioni e indennità pagate nel 2026 per lavoro notturno, festivo, svolto nei giorni di riposo e su turni, ma anche per i premi di risultato o per la reperibilità: si applica, per un ammontare massimo di 1.500 euro, ai dipendenti del settore privato con reddito fino a 40mila euro. Entrambe le agevolazioni saranno riconosciute dai datori di lavoro ai contribuenti in possesso dei requisiti; coloro che, invece, non hanno un sostituto d’imposta, potranno “recuperarle” in dichiarazione.
Mentre il direttore dell’Agenzia delle Entrate firma la circolare che dà attuazione alle norme inserite nella manovra di bilancio, il governo lavora a un nuovo decreto fiscale che potrebbe arrivare sul tavolo in una delle prossime sedute del Consiglio dei ministri. Tra le norme attese spiccano quelle su rottamazione fiscale, visto che la riapertura della quater è stata espunta dal decreto Milleproroghe, e Superbonus. In questo secondo caso, il governo ipotizza un sistema per recuperare le somme percepite indebitamente attraverso un’imposta sostitutiva che metterebbe al riparo i proprietari da eventuali responsabilità (incolpevoli). Il meccanismo potrebbe consistere nella restituzione di parte di quanto incassato. Di fatto, in questo modo, scatterebbe una sanatoria per chi non ha completato i lavori. Nel provvedimento dovrebbero rientrare anche il rinvio della tassa sui pacchi e l’allargamento dell’iperammortamento oltre il perimetro dell’Unione europea.

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Collaboratrice - Articoli pubblicati: 5

Giornalista professionista, si occupa delle intersezioni tra mercato del lavoro, dinamiche economiche e trasformazioni sociali. Con un approccio analitico ma sempre attento al lato umano, esplora come le grandi decisioni finanziarie ricadano sulla quotidianità dei cittadini e sulla cultura contemporanea

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