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In attesa dei robot, l’Intelligenza artificiale ha già preso il comando: il caso Rentahuman.ai

Lanciato dall'ingegnere Alexander Liteplo, il sito – dal claim "Robots need your body" – permette di affittare umani per lavoretti pagati in criptovalute

Mentre i robot restano un’ipotesi futuristica, le piattaforme di Intelligenza artificiale stanno già rivoluzionando il mondo del lavoro, affidando micro-task a mezzo milione di persone su siti come rentahuman.ai.

Lanciato a inizio febbraio dall’ingegnere Alexander Liteplo, il sito – dal claim “Robots need your body” – permette di affittare umani per lavoretti pagati in criptovalute: si va dall’iscrizione a un canale YouTube a guardare video, fino alla consegna di una Pepsi in un bar di Barcellona.

Torcha ha approfondito il tema con l’esperto di sicurezza AI Matteo Flora, il quale ha analizzato questa “task economy”, un’evoluzione della gig economy che frammenta il lavoro in compiti, per così dire, atomici.

Rentahuman.ai non è una novità assoluta: ricorda Amazon Mechanical Turk, che fattura milioni con micro-task per addestrare AI.

“Dietro molti agenti ci sono umani che orchestrano PR e stunt pubblicitari – spiega Flora – Ma il fenomeno va oltre la messinscena. Dario Amodei, CEO di Anthropic, prevede un “bagno di sangue” per i colletti bianchi, con il collasso della piramide aziendale. L’IA supera già gli stagisti e trasformerà i middle manager in agenti autonomi, creando team ibridi uomo-macchina nel nome dell’efficienza e dei tagli ai costi”.

I pericoli, in ogni caso, emergono dalla frammentazione: “La task economy uccide l’apprendimento perché non c’è preparazione né maestria”, avverte Flora.

Senza errori – l’unico modo umano per crescere – collassa il pensiero critico e i giovani sono i più a rischio: “L’IA è più brava degli stagisti – dice l’esperto, che già nel 2024 lo denunciava in Parlamento – Ora, uno studio indica che la Gen Z ha capacità cognitive inferiori alle generazioni precedenti, per l’utilizzo di AI che erode lo “sforzo cognitivo”.

E quindi: per competere, tutti devono padroneggiare l’IA, ma senza dipenderne eccessivamente. Flora consiglia ai giovani di non abbandonare la “fatica cognitiva”, di continuare a imparare sbagliando.

Sta di fatto che la task economy segna l’inizio di un’era ibrida: offre maggiori opportunità per essere efficienti, ma segna anche l’urgenza di adattare il sistema ai bisogni umani.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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