Charlotte Matteini, giornalista specializzata nel debuking delle fake news e particolarmente impegnata in inchieste che riguardano il mondo del lavoro, ha fatto il suo esordio in libreria con “Gli italiani non hanno più voglia di lavorare (e hanno ragione)” edito da Cairo.
“Almeno una volta alla settimana una nuova voce si leva dalla tv o dai giornali, strepitando una frase che ormai abbiamo sentito fino alla nausea – si legge nella quarta di copertina – gli italiani non hanno più voglia di lavorare. Non vogliono sopportare l’impegno, gli orari, le condizioni contrattuali… Già, ma quali sono davvero queste condizioni?”
Questa è la domanda principale attorno alla quale ruota l’inchiesta di Matteini: “Sembra che nessuno si sia mai preso la briga di approfondirle, eppure basta poco per accorgersi che molto spesso sono irregolari: precariato diffuso, diritti azzerati, stipendi da fame, montagne di false promesse, e soprattutto scarsissime (per non dire nulle) possibilità di ambire a un futuro sereno e indipendente”.
Sulla scorta dell’attività di denuncia sui suoi articoli e seguitissimi canali social, Charlotte Matteini costruisce un libro che non è solo inchiesta sulla brutale realtà del mercato del lavoro in Italia, ma anche una guida per chiunque si trovi intrappolato nelle maglie burocratiche dei contratti irregolari, o per chi si affaccia ora al mondo del lavoro. Per dimostrare che, se gli italiani non hanno più voglia di lavorare, un motivo ben preciso forse c’è.
Del resto, secondo l’autrice, “è da vent’anni che il mondo del lavoro italiano si va deteriorando a causa di politiche errate e di una mentalità radicata che considera i lavoratori come un costo da comprimere il più possibile. Ed è da vent’anni che media, politica e associazioni datoriali si rifiutano di guardare in faccia questa realtà”.


