Il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) è la principale misura di attivazione al lavoro per i disoccupati italiani tra 18 e 59 anni, introdotta dal Decreto Legge 4 maggio 2023 n. 48, operativo dal 1° settembre 2023.
Sostituisce parzialmente il Reddito di Cittadinanza, focalizzandosi su percorsi personalizzati di orientamento, riqualificazione, inserimento lavorativo, progetti utili alla collettività e servizio civile universale.
Non è un aiuto familiare, ma individuale, condizionato alla partecipazione attiva.
Per accedere, serve un ISEE familiare ≤ 10.140 euro annui, residenza in Italia da almeno 5 anni (ultimi 2 continuativi).
Ci sono limiti patrimoniali: dal punto di vista immobiliare, ad esempio, con meno di 30.000 euro (esclusa la casa di abitazione che deve valere meno di 150.000 euro di Imu) e mobiliare da 6.000 a 10.000 euro (con incrementi in casi di disabilità).
Altri vincoli sono costituiti dall’assenza di misure cautelari, dal rispetto degli obblighi scolastici per i minori, dall’assenza di dimissioni volontarie ingiustificate in un periodo recente.
L’indennità mensile è di 350 euro, per massimo 12 mensilità non rinnovabili, erogata via bonifico Inps. È un sostegno transitorio per formazione e tirocini, non uno “stipendio”.
Ma come si fa a richiedere il Supporto? La domanda si fa online sul portale dell’Inps oppure presso i patronati con l’accesso alla piattaforma SIISL per il Patto di Attivazione Digitale (PAD), la scelta di 3 agenzie lavoro, la convocazione presso un Centro per l’Impiego per il Patto Personalizzato.
La conferma alla partecipazione per i corsi di formazione è prevista ogni 90 giorni. La sospensione del sussidio avviene con i contratti temporanei, ma è riattivabile se i requisiti persistono.
Il governo ha stanziato per questa misura 935,6 milioni per 2026. Non è prevista una scadenza per le domande.

