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Ghost job: gli annunci di lavoro finti che ingannano i candidati

Il 22% degli annunci tra America ed Europa è falso: più di uno su cinque è una trappola

Candidarsi a un posto di lavoro con un curriculum su misura e una lettera di presentazione mirata, per poi non ricevere alcuna risposta, è frustrante. Peggio ancora se quel lavoro, in realtà, non esiste affatto. Questo fenomeno si chiama “ghost job”: annunci pubblicati su LinkedIn o altre piattaforme senza reale intenzione di assumere. E non va confuso con il “job ghosting”, dove l’azienda sparisce durante il processo di selezione.

I dati recenti, segnalati dalla BBC, rivelano che il 22% degli annunci tra America ed Europa è falso: più di uno su cinque è una trappola. In Gran Bretagna, secondo il Guardian, nel 2024 il 40% delle aziende ha caricato almeno un lavoro fantasma. Un’indagine di Resume Builder indica che una società su tre adotta questa pratica oggi.

Perché le aziende ricorrono ai ghost job? Gli obiettivi sono molteplici. Le agenzie di recruiting li usano per raccogliere cv “jolly”, profili versatili da proporre a clienti futuri, gonfiando i numeri per dimostrare attività. Le imprese dirette, invece, li pubblicano per proiettare un’immagine di crescita e vitalità esterna, o per pressare i dipendenti interni, ricordando loro che sono sostituibili. C’è di più: in alcuni colloqui finti, i recruiter chiedono test pratici gratuiti, sfruttando il lavoro dei candidati senza assumerli.

Il fenomeno non è nuovo – risale ai primi annunci online – ma è esploso di recente, colpendo anche settori come la tecnologia, dove l’IA minaccia i posti degli sviluppatori. Testimonianze, come quella di un recruiter su Fanpage, descrivono posizioni aperte per mesi, colloqui finti e zero assunzioni.

Annunci vaghi sulle mansioni e competenze; posizioni aperte da mesi o riattivate ciclicamente; mancanza di dettagli su stipendio (tipica all’estero, rara in Italia); assenza di contatti del recruiter. Se non arriva risposta, non è per forza colpa tua: forse non cercavano nessuno.

Con l’IA sempre più utilizzata nel recruiting, i ghost job potrebbero proliferare ulteriormente, raccogliendo dati su candidati illusi da processi meritocratici. Chi cerca lavoro deve armarsi di scetticismo: meglio mirare ad annunci concreti per evitare illusioni.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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