Costituire in 48 ore e a basso costo a un’azienda, incardinata sui registri nazionali ma riconosciuta in tutta Europa, senza doversi confrontare con 27 sistemi giuridici nazionali tra loro differenti. È una sfida, quella del 28esimo Regime introdotto dalla Commissione europea, che i vertici di Unioncamere mostrano di condividere. «Si tratta – dicono – di un’ottima opportunità».
Ma che cosa prevede esattamente il 28esimo Regime? Presentato il 18 marzo scorso, il nuovo quadro giuridico offre alle imprese una forma societaria armonizzata valida in tutto il territorio dell’Unione europea. La normativa consente di creare una società in sole 48 ore, seguendo un procedimento interamente digitale, con una spesa inferiore a 100 euro, senza un capitale minimo obbligatorio, affiancandosi ai 27 ordinamenti nazionali per facilitare il mercato unico, specialmente per quanto riguarda startup e piccole e medie imprese.
I vantaggi del 28esimo Regime sono evidenti. Innanzitutto in termini di costi, visto che per costituire la società si spende una cifra irrisoria, non è richiesto un capitale sociale minimo né è previsto l’obbligo di un conto bancario locale. La possibilità di dare vita alla società attraverso un procedimento interamente digitale, inoltre, consente di evitare le solite pastoie burocratiche e di accorciare i tempi per l’avvio dell’attività di impresa.
Si tratta, a ogni modo, di un sistema facoltativo. Le imprese, infatti, possono scegliere di sfruttare il 28esimo Regime o di adeguarsi alle normative nazionali in materia societaria. Basato sui rapporti di Letta e Draghi su competitività e mercato unico, comunque, il 28esimo Regime risponde alla necessità di una legislazione armonizzata in materia societaria, di insolvenza e fiscale. Gli obiettivi? Colmare il divario innovativo tra Ue e concorrenti globali, stimolare la crescita delle startup e aumentare la competitività del sistema produttivo continentale.
Finalità condivise dai vertici di Unioncamere, da tempo schierati a favore del 28esimo Regime in un’ottica di semplificazione, abbattimento degli oneri amministrativi e crescita della competitività d’impresa. «La scelta di un regime opzionale europeo, alternativo ma non sostitutivo rispetto ai modelli nazionali, il ricorso allo strumento del regolamento, che assicura uniformità e diretta applicabilità in tutti gli Stati membri e la semplicità di accesso per le imprese sono tra gli aspetti più convincenti della proposta comunitaria», osserva Unioncamere. Di qui la collaborazione che il sistema camerale italiano ha già offerto alle istituzioni europee e nazionali affinché il 28esimo Regime sia attuato rapidamente.

