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Champions League: rimpianti per Napoli e Atalanta, Juventus qualificata, Inter travolta dall’Arsenal

Il Napoli spreca una grande occasione a Copenaghen, facendosi rimontare nonostante la superiorità numerica, mentre l’Atalanta crolla nella ripresa contro l’Athletic Bilbao dopo un primo tempo dominante. Serata amara anche per l’Inter, battuta con autorità dall’Arsenal a San Siro, mentre sorride la Juventus, che con concretezza supera il Benfica e centra la qualificazione ai playoff. Un turno europeo che ridisegna scenari, ambizioni e pressioni in vista delle sfide decisive.

Copenaghen – Napoli 1-1: McTominay illude, il Napoli si fa rimontare con l’uomo in più

Ultima trasferta del maxi girone di Champions League per i partenopei, attesi in casa dei danesi a pari punti e con l’obbligo di ottenere un risultato positivo, pena l’esclusione dai play-off. Se i padroni di casa arrivano all’appuntamento in un momento relativamente “felice”, complice la pausa di campionato e l’amichevole disputata contro il Maiorca, gli azzurri vivono invece la fase più complicata della stagione. Alla già lunga lista degli indisponibili si aggiungono infatti Rrahmani e Politano, entrambi fuori almeno fino a fine mese.

La formazione è ancora una volta inedita per Conte, che opta per esterni a piede invertito e concede fiducia a Vergara a supporto di Højlund. Il copione della gara appare chiaro fin dalle prime battute: il Copenaghen può contare sul fattore campo e sulle condizioni meteo, il Napoli sulla propria superiore qualità tecnica.

Gli episodi che indirizzano il match sono tre. Al 35’ l’espulsione di Delaney per un intervento durissimo su Lobotka; quattro minuti più tardi il colpo di testa vincente di McTominay, che sembra mettere la partita sui binari giusti per gli azzurri; infine, al 72’, il calcio di rigore concesso per un intervento scoordinato di Buongiorno, apparso comunque “leggero” secondo i parametri europei. Milinković-Savić intuisce e respinge, ma sulla ribattuta Larsson è il più rapido a ribadire in rete.

L’amarezza per il Napoli è enorme, soprattutto alla luce dell’andamento della partita e delle aspettative della vigilia. Il Copenaghen, infatti, non mostra una vera identità di gioco: costruisce poco, pressa con scarsa efficacia e arriva raramente nei pressi della porta azzurra. Eppure, questo non basta.

I partenopei risultano spreconi. Di Lorenzo ha più di un’occasione per trovarsi libero in area, ma non riesce mai a servire correttamente un compagno. I cambi non incidono e cresce, nell’ambiente, la consapevolezza che gli investimenti estivi su Lang e Lucca siano stati sbagliati: non tanto per una mancanza di qualità tecnica, quanto perché a questi livelli chi ambisce a vincere non può permettersi di aspettare. Servono giocatori pronti, e probabilmente loro non lo sono ancora.

La notte europea si chiude così, con l’amaro in bocca e con la certezza che la sfida casalinga contro il Chelsea sarà una vera partita da dentro o fuori. E, per una volta, servirà anche una buona dose di fortuna.

Inter – Arsenal 1-3: Arteta domina a San Siro, Gunners agli ottavi

Al Meazza va in scena la sfida tra le capoliste di Serie A e Premier League, probabilmente due tra le squadre più in forma d’Europa. Se da una parte i nerazzurri hanno bisogno di una vittoria per restare nelle prime otto, dall’altra i Gunners arrivano da imbattuti in Champions, con appena un gol subito in sei partite.

Chivu schiera i soliti titolarissimi, ma deve rinunciare a Çalhanoğlu per infortunio e prova a riportare Acerbi al centro della difesa, nel tentativo di dare maggiore solidità al reparto. La scelta, però, si rivela tutt’altro che azzeccata: Gabriel Jesus, marcato proprio da Acerbi, firma una doppietta nei primi trenta minuti di gara, con in mezzo il momentaneo pareggio di Sučić, mezz’ala nerazzurra che sfonda centralmente e mette il pallone all’incrocio.

I numeri raccontano una partita in cui i padroni di casa provano a reagire, ma senza riuscire davvero a scalfire una corazzata. L’Arsenal dà la sensazione di poter colpire in ogni momento: costruisce sia in verticale sia in orizzontale, non offre punti di riferimento e, con l’innesto estivo di Eze, sembra aver trovato quel quid che mancava. La profondità della rosa di Arteta è impressionante e, a tratti, viene persino da pensare che gli ospiti avrebbero potuto imporsi anche schierando molte alternative: Gabriel, Havertz, Martinelli, Madueke, Ødegaard, Rice, Gyökeres. Talenti che garantiscono soluzioni continue e che, quando entrano, incidono sempre.

È proprio Gyökeres a firmare la terza rete che chiude il match e certifica la sconfitta interista. Per l’Arsenal arrivano 21 punti, sette vittorie su sette e qualificazione agli ottavi già assicurata.

A questo punto la trasferta di Dortmund, mercoledì, diventa fondamentale per l’Inter: può rappresentare l’occasione per qualificarsi direttamente agli ottavi ed evitare i playoff, che significherebbero ulteriore dispendio di energie. Un dettaglio non banale per una squadra impegnata su tre competizioni e con l’ambizione di competere per vincerle tutte.

Atalanta – Athletic Bilbao 2-3: Scamacca illude, il Bilbao cala il tris a Bergamo

Con la squadra quasi al completo, fatta eccezione per l’infortunato Bellanova, Palladino si trova ad affrontare una delle avversarie sulla carta meno ostiche del proprio cammino europeo. L’Atalanta arriva all’appuntamento forte del successo casalingo contro il Chelsea e con la consapevolezza che una vittoria potrebbe valere il terzo posto e l’accesso diretto agli ottavi. Di fronte c’è un Athletic Bilbao in evidente difficoltà, anche a causa di una lunghissima lista di infortunati, tra cui spiccano le assenze dei fratelli Williams, Iñaki e Nico.

Il contesto sembra indirizzare la partita verso un esito quasi scontato, una sentenza già scritta. Ed è proprio su questa convinzione che il risultato finale, completamente inatteso, costruisce il suo effetto sorpresa. Con l’arrivo di Palladino, l’Atalanta ha confermato un’identità ben definita, in continuità con quanto visto negli anni di Gasperini, ma che evidentemente non è così semplice da riproporre in ogni contesto: solidità difensiva con la linea a tre, spinta costante degli esterni, copertura centrale affidata a De Roon ed Ederson, e una punta di riferimento supportata da due giocatori tecnici come Zalewski e De Ketelaere.

Il primo tempo ha un solo padrone, ed è l’Atalanta. La Dea incanta, come già fatto contro il Chelsea e in precedenza contro l’Eintracht Francoforte. Il vantaggio arriva con Scamacca, mentre De Ketelaere dà più volte la sensazione che il raddoppio sia solo questione di tempo. Tuttavia, come spesso accade, la mancata capacità di chiudere la partita lascia aperta la porta alla rimonta.

Nella ripresa entra in scena l’arguzia di Ernesto Valverde. Il tecnico spagnolo cambia assetto tattico e ribalta l’inerzia della gara, costringendo i padroni di casa ad abbassarsi e a difendersi. È una situazione che non appartiene all’Atalanta, né alla filosofia di Palladino, probabilmente non ancora pronta a gestire questo tipo di partita. Nel giro di circa quindici minuti arrivano tre gol che spengono completamente la Dea.

Nel finale, nemmeno l’ingresso di un grintoso Krstović, come sempre animato da grande fame di gol e capace anche di trovare la rete, riesce a riaprire il discorso. Il risultato finale, forse, non rispecchia appieno quanto visto nell’arco dei novanta minuti, ma il calcio è anche questo: un gioco di episodi e colpi di scena.

Le conseguenze per l’Atalanta restano tutto sommato limitate. Più pesanti, invece, le ripercussioni per i connazionali azzurri del Napoli, che con questo esito scivolano fuori dalle prime 24 del girone e saranno ora chiamati a un’impresa per conquistare la qualificazione.

Juventus – Benfica 2-0: Thuram e McKennie firmano la qualificazione bianconera

La Juventus, a quota 9 punti, ospita il Benfica fermo a 6, con entrambe le squadre animate dall’obiettivo e dall’ambizione di vincere. I bianconeri sono consapevoli del valore degli avversari, capaci di battere i campioni d’Italia del Napoli, prossimi avversari proprio della Juve. Mourinho arriva a Torino con un approccio diverso rispetto a quello visto contro i partenopei, schierando tutti i titolari e affidandosi fin dall’inizio al bomber Pavlidis.

Se questa partita potesse essere raccontata con una sola parola, sarebbe senza dubbio “spreco”. Il risultato finale, infatti, non restituisce pienamente quanto visto in campo. Nel primo tempo è la Juventus a rischiare maggiormente, andando più volte vicina allo svantaggio, ma nella ripresa i bianconeri scendono in campo con un atteggiamento diverso rispetto agli ospiti, mostrando una fame e una determinazione superiori, consapevoli che una vittoria avrebbe significato qualificazione certa ai playoff.

Se Sudakov grazia la Juventus nella prima parte di gara, nel secondo tempo Thuram e McKennie non sprecano le occasioni che indirizzano il match e valgono il successo bianconero, complice anche l’errore dagli undici metri di Pavlidis. Le statistiche raccontano una partita sostanzialmente equilibrata, quasi da pareggio: xG praticamente identici, intorno a 1.35 per entrambe le squadre, e 54% di possesso palla a favore degli ospiti. La differenza, però, sta tutta nella qualità delle occasioni create e nella capacità di concretizzarle, aspetto in cui la Juventus si dimostra superiore, riuscendo poi a difendere con ordine una volta trovato il doppio vantaggio.

Domenica, come anticipato, i bianconeri ospiteranno il Napoli in una sfida che arriva in un momento opposto per forma e condizione fisica delle due squadre. Un match che può rappresentare un vero crocevia: per la Juventus, chiamata a riavvicinarsi alla zona Champions; per il Napoli, che rischierebbe di scivolare ulteriormente alle spalle di Inter e Milan.

 

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Collaboratore - Articoli pubblicati: 17

Ingegnere Gestionale con 3 anni di esperienza in progetti di digitalizzazione dei processi e compliance regolatoria per una primaria azienda europea del settore energia. Dopo un primo percorso come Business Analyst, oggi opero come Consultant, coordinando team cross-funzionali e guidando iniziative di trasformazione dei processi aziendali in ottica digitale e normativa.

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