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Brevetti green, l’Italia è sul podio europeo

Meglio di noi fanno solo Germania e Austria: il report "Competitivi perché sostenibili" di Fondazione Symbola e Unioncamere

L’Italia si posiziona tra i primi tre Paesi europei per numero di brevetti green e terza per quota di imprese brevettanti (16,5 ogni 1.000), dietro Germania e Austria. Il report “Competitivi perché sostenibili” di Fondazione Symbola e Unioncamere, presentato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, analizza questa eco-innovazione, legandola alla maggiore competitività delle imprese.

L’Italia ha registrato un +44,4% di brevetti green tra 2012 e 2022, ma resta indietro rispetto a Germania e Francia. Tra il 2019 e il 2024, 578.450 imprese (38,7% del totale) hanno investito in sostenibilità, anche se non sempre brevettata per una cultura industriale poco orientata alla proprietà intellettuale. Le imprese detengono l’81,9% dei brevetti, seguite da persone fisiche (12,9%) ed enti (5,2%).

Il manifatturiero guida con il 59% dei brevetti, seguito da ricerca scientifica (18,8%), telecomunicazioni/informatica (6,6%), commercio all’ingrosso e costruzioni (3,5% ciascuno). Ambiti chiave: digitalizzazione processi (12%), misurazioni elettriche/magnetiche (7,3%), trattamento acque reflue (6,5%), micromobilità e tecnologie energetiche. Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte dominano grazie alla tradizione manifatturiera.

Eccellenze in mobilità sostenibile (31% brevetti su mitigazione climatica), efficienza energetica in edilizia (sopra media UE), gestione rifiuti/acque reflue e ICT climatiche (+270% in 10 anni). Queste innovazioni riducono sprechi, emissioni e consumi, confermando dinamismo settoriale.

Le imprese con brevetti green, quindi, superano quelle non green: fatturato medio 382 milioni di euro (contro 41 milioni), produttività 144.000 euro ad addetto (contro 92.000), export 57,8% (63 miliardi). Hanno più laureati (29,7%, 16,7% STEM) e capitale estero (41,9% rispetto al 31,7%).

Ermete Realacci (Symbola) ha avuto modi di invocare un “salto di scala”: più ricerca, brevettazione, trasferimento tech in efficienza, elettrificazione e rinnovabili; Giuseppe Tripoli (Unioncamere) ha sottolineato, invece, l’importanza del ruolo della finanza per i prestiti. Come dire: bisogna puntare sempre più sull’ecosostenibilità.

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Redazione del quotidiano di attualità economica "Il Mondo del Lavoro"

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