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Partite Iva, nel 2025 solo 500mila aperture. Incrementi significativi al Nord e tra i giovani

I dati dell'Osservatorio del Mef: aumento nel settore delle professioni e nel commercio, rallentano agricoltura e costruzioni

Nel 2025 sono state aperte soltanto 500mila nuove partite Iva, per un aumento di appena lo 0,4% rispetto al 2024. Un moderato ma comunque significativo incremento si registra tra i giovani e nel settore delle attività professionali. E quasi la metà degli avviamenti riguarda il Nord, sebbene gli variazioni positive più consistenti si registrino in regioni meridionali come Sicilia e Calabria. Il quadro emerge dall’aggiornamento dei dati diffuso dall’Osservatorio sulle partite Iva del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Per quanto concerne la distribuzione per natura giuridica, il 68,5% delle nuove partite Iva riguarda persone fisiche, il 25,1 società di capitali, il 3 società di persone e il 3,4 soggetti “non residenti” e “altre forme giuridiche”. Rispetto al 2024, dunque, l’incremento degli avviamenti si registra per persone fisiche (+1,5%) e società di capitali (+2,6%). Sensibili cali, invece, si notano per società di persone (-7,4%) e “non residenti e le altre forme giuridiche” (-23,2%).
Dati altrettanto interessanti, anche in riferimento alla vitalità economica dei territori, sono quelli sulla ripartizione territoriale delle nuove partite Iva. Il 47,1%, infatti, è localizzato al Nord, il 21,2 al Centro e il 31,1 al Sud e nelle Isole. Eppure il maggior numero di aperture si registra in Sicilia (+11,5%), Molise (+11,2%) e Calabria (+6,8%). Le aperture di partite Iva, invece, calano in Basilicata (-6,9%), Provincia autonoma di Trento (-3,7%) e Lazio (-3,3%).
Ma in quali settori si nota il maggior numero di nuove partite Iva? Di sicuro in quello delle attività professionali e in quello del commercio, dove l’incremento è rispettivamente del 16,6 e del 16%. Tra i primi dieci settori, che fanno registrare nel complesso oltre l’84% dei nuovi avviamenti, gli aumenti più significativi riguardano attività per la salute e di assistenza sociale (+16%), altri servizi (+11,1%), attività amministrative e supporto alle imprese (+5,8%). Flessioni più marcate, invece, nei settori di commercio (-12,9%), agricoltura (-7,6%) e costruzioni (-7,1%).
Con specifico riferimento alle persone fisiche, la ripartizione per genere mostra la consueta prevalenza della quota maschile. Il 60,3% delle nuove partite Iva, infatti, è stato avviato da uomini. Il 50,2%, invece, risulta aperto da giovani fino a 35 anni e il 29,7% da persone di età compresa tra 36 e 50 anni. Il confronto con il 2024 evidenzia un moderato incremento delle aperture operate da giovani, pari al +3,8%. Le partita Iva aperte da persone tra 51 e 65 anni, infatti, calano dell’1%. L’ultimo dato riguarda il Paese di nascita di chi apre la partita Iva. Nel 21,6% dei casi si tratta di persone nate all’estero, con un incremento del 3,3% rispetto al 2024.

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Collaboratrice - Articoli pubblicati: 3

Giornalista professionista, si occupa delle intersezioni tra mercato del lavoro, dinamiche economiche e trasformazioni sociali. Con un approccio analitico ma sempre attento al lato umano, esplora come le grandi decisioni finanziarie ricadano sulla quotidianità dei cittadini e sulla cultura contemporanea

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