Bologna – Celtic 2-2: pareggio amaro e ritorno disastroso per Skorupski
Un Bologna reduce da settimane poco brillanti prova a ritrovare certezze in Europa contro un Celtic ricco di storia ma soprattutto di personalità. Gli scozzesi lo dimostrano subito, approcciando la gara con grande aggressività e sfruttando al massimo il primo episodio favorevole. Dopo appena sei minuti, un errore grave in impostazione di Skorupski spalanca il campo a Maeda, che serve Hatate per il più semplice dei gol a porta vuota. È un vantaggio che indirizza immediatamente la partita sul piano mentale e tattico.
La risposta dei rossoblù non è isterica, ma passa dal gioco. Il Bologna alza il baricentro, prova a costruire con ordine e a occupare stabilmente la metà campo avversaria, ma paga una manovra spesso prevedibile e una rifinitura poco lucida. Il Celtic, dal canto suo, sceglie una strategia chiara: blocco medio-basso, densità centrale e massima concretezza. In questo contesto, Schmeichel diventa un fattore determinante, opponendosi prima a Zortea e poi a Miranda, mentre Dallinga spreca una buona occasione. A completare il quadro difensivo emerge anche Trusty, vero leader del reparto arretrato, decisivo in più di un intervento dentro l’area.
L’episodio che sembra poter cambiare l’inerzia arriva dopo la mezz’ora, con il secondo giallo ad Hatate che lascia il Celtic in dieci uomini. Da quel momento il Bologna ha il pieno controllo territoriale, ma fatica a tradurre la superiorità numerica in reale pericolosità. Anzi, è ancora la squadra scozzese a colpire: su calcio d’angolo Trusty anticipa tutti e trova il raddoppio, certificando ancora una volta come i padroni di casa soffrano terribilmente le palle inattive e le situazioni di disattenzione difensiva.
Nel secondo tempo il copione è chiaro. Il Bologna attacca a pieno organico, alza ulteriormente il ritmo e schiaccia il Celtic nella propria area, ma continua a mancare di precisione negli ultimi metri. Dominguez colpisce una traversa, i calci d’angolo si moltiplicano e la sensazione è che serva un episodio per riaprire davvero la partita. Episodio che arriva con il gol di Dallinga, bravo a sfruttare di testa una sponda di Odgaard, al limite dell’offside, riaccendendo stadio e inerzia. Il pareggio arriva poco dopo ed è la fotografia della pressione costante dei rossoblù: Rowe, dopo aver già sfiorato il gol, lascia partire una conclusione potente da fuori area che si infila sotto la traversa, con Schmeichel coperto da una selva di uomini. È il 2-2 che premia la perseveranza del Bologna, ma che arriva forse troppo tardi per completare una rimonta che, per mole di gioco prodotta, sarebbe stata anche meritata.
Nel finale Italiano prova ad aumentare il peso offensivo con Orsolini e Cambiaghi, cercando ampiezza e qualità sugli esterni, soprattutto a sinistra con un Miranda molto propositivo. Tuttavia, la manovra resta spesso poco fluida e troppo affidata ai cross, facilmente leggibili da un Celtic ormai arroccato. L’ultima occasione capita proprio a Orsolini, che però non trova lo specchio.
Il pareggio lascia inevitabilmente l’amaro in bocca. I numeri raccontano una partita dominata dal Bologna, con 16 calci d’angolo contro 2 e oltre un’ora in superiorità numerica, ma anche i limiti strutturali di una squadra che fatica a trasformare il controllo del gioco in reale incisività. Una prestazione generosa, ma che conferma come, senza maggiore lucidità e varietà offensiva, anche partite apparentemente indirizzate possano sfuggire di mano.
Roma – Stoccarda 2-0: Pisilli decisivo, la Roma soffre e colpisce
Con Francesco Totti in tribuna a fare da spettatore d’eccezione, la Roma affronta lo Stoccarda in una gara che vale molto più dei tre punti: è un passaggio chiave per capire ambizioni e maturità europea dei giallorossi. L’approccio iniziale, però, è favorevole agli ospiti. I tedeschi partono con maggiore intensità, aggredendo alti e cercando subito di sfruttare la qualità sugli esterni. La Roma accetta il ritmo, ma nei primi minuti fatica a prendere il controllo del centrocampo, affidandosi più a iniziative individuali che a una manovra strutturata.
In questo contesto emerge Soulé, il giocatore più acceso nella prima fase di gara. L’argentino agisce tra le linee, si abbassa per ricevere e prova a dare imprevedibilità a una Roma ancora poco fluida. Le occasioni arrivano proprio dai suoi piedi, ma mancano precisione e cattiveria negli ultimi metri. Il match resta equilibrato, con entrambe le squadre che corrono molto ma senza riuscire a creare superiorità numerica stabile in mezzo al campo: un confronto fisico, più che tecnico, che favorisce una partita spezzettata e povera di vere occasioni. Col passare dei minuti, però, la Roma cresce. I giallorossi alzano il baricentro, migliorano il pressing e iniziano a occupare meglio gli spazi tra le linee, costringendo lo Stoccarda a rincorrere. Il vantaggio arriva come conseguenza di questa fase positiva: Soulé trova Pisilli con un inserimento perfetto e il centrocampista, attaccando lo spazio con i tempi giusti, lascia partire un destro imprendibile. È un gol che racconta bene il momento della partita e la capacità della Roma di colpire quando riesce a verticalizzare con decisione.
Nel secondo tempo il copione cambia. Lo Stoccarda rientra in campo con un atteggiamento più aggressivo, alza il ritmo e prova a schiacciare la Roma nella propria metà campo. Qui emergono due aspetti chiave: da un lato le difficoltà dei giallorossi nel gestire il possesso sotto pressione, dall’altro la straordinaria prestazione di Svilar, decisivo in più di un’occasione e autentico garante del vantaggio. Undav spreca la chance più clamorosa, ma la sensazione è che la partita resti costantemente in bilico.
La svolta tattica arriva con l’ingresso di Ndicka, che ridà solidità a una difesa in affanno. La Roma abbassa il blocco, accetta di soffrire e sceglie consapevolmente di difendere il risultato, rinunciando a lunghi tratti al controllo del pallone. È una scelta rischiosa, ma lucida, soprattutto considerando la pressione continua degli ospiti, che trovano in Führich il principale riferimento offensivo senza però riuscire a scardinare il muro giallorosso. Nel finale, l’ingresso di Dybala cambia nuovamente il volto della partita. Non tanto per la produzione offensiva immediata, quanto per la capacità di far respirare la squadra, gestire il pallone e abbassare i ritmi. La qualità dell’argentino emerge in un lampo di classe che accende lo stadio e prepara il terreno per il colpo del definitivo ko. A siglarlo è ancora Pisilli, bravo a inserirsi e a sfruttare l’assist della Joya, chiudendo la partita con freddezza sotto la traversa.
Il successo proietta la Roma al sesto posto della classifica di Europa League e rafforza concretamente le possibilità di qualificazione diretta agli ottavi. Una vittoria che racconta una squadra non ancora dominante, ma sempre più consapevole: capace di soffrire, colpire nei momenti chiave e affidarsi alla qualità dei singoli quando il piano tattico lo richiede.
La situazione in Europa League
A una sola giornata dal termine della prima fase, il destino delle italiane resta in parte aperto. Il Bologna, fermo a 12 punti e attualmente tredicesimo, è già certo di disputare almeno i playoff, ma l’ultima sfida contro il Maccabi Tel Aviv può cambiare sensibilmente lo scenario. Una vittoria porterebbe i rossoblù a quota 15 e, in caso di passi falsi di squadre davanti come Porto e Villarreal, aprirebbe anche alla possibilità di rientrare tra le prime otto e accedere direttamente agli ottavi. Un pareggio o una sconfitta, invece, confermerebbero la permanenza nella zona playoff, con un piazzamento più basso e un sorteggio potenzialmente sfavorevole.
Situazione più solida per la Roma, che grazie al successo sullo Stoccarda sale a 15 punti e al sesto posto. I giallorossi hanno il destino nelle proprie mani: una vittoria sul campo del Panathinaikos blinderebbe l’accesso diretto agli ottavi, mentre anche un pareggio lascerebbe ampi margini di sicurezza. Solo una sconfitta, combinata con risultati negativi dagli altri campi, potrebbe complicare il quadro.
Novanta minuti ancora da giocare, dunque, con il Bologna chiamato a dare peso al proprio percorso europeo e la Roma a completarlo senza inciampi.

