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Iniziano le Nitto ATP Finals: l’Italia si divide tra la corsa al numero 1 di Jannik Sinner e la delusione Musetti

Le luci del Pala Alpitour si accendono su delle Nitto ATP Finals che profumano di sfida totale: da un lato Jannik Sinner piega Auger-Aliassime con solidità e controllo, aprendo la battaglia a distanza con Alcaraz per il trono mondiale. Musetti invece cede di fronte a un Fritz troppo lucido: debutto amaro.

Sinner-Auger-Aliassime 2-0: il campione riparte dal controllo

Nel match d’apertura del gruppo Björn Borg, Sinner ha sconfitto Félix Auger-Aliassime 7-5 6-1, in un incontro che ha mostrato la versione più matura del suo tennis.
Dopo un primo set bilanciato, rotto solo da un break chirurgico sul 5-5, Jannik ha dilagato nel secondo, sfruttando un avversario calato fisicamente e tatticamente.
Il servizio ha fatto la differenza: 89% di punti vinti con la prima e solo due palle break concesse. Ancora più impressionante la qualità della risposta: Sinner ha neutralizzato il colpo più pericoloso del canadese, leggendo la direzione del servizio e anticipando con il rovescio coperto.
Nel secondo set, il rendimento di Auger-Aliassime è crollato (38% di punti vinti con la seconda), mentre l’altoatesino ha aumentato la pressione in risposta, vincendo 4 giochi consecutivi.
Sul 5-5 del primo parziale, un passante di rovescio lungolinea ha spaccato l’equilibrio. Da lì in poi, il match è diventato un monologo: solidità, ritmo e lucidità.
Sinner ha mostrato una gestione dei tempi quasi perfetta, segnale che il lavoro svolto con Vagnozzi e Cahill ha consolidato la sua capacità di “respirare” tatticamente nei momenti tesi.

Musetti-Fritz 0-2: un debutto che lascia rimpianti

Nel gruppo Jimmy Connors, invece, Lorenzo Musetti non è riuscito a trovare la stessa energia. Sconfitto 6-3 6-4 da Taylor Fritz, l’azzurro ha vissuto una partita in salita fin dai primi game.
Fritz, semifinalista l’anno scorso, ha costruito la vittoria su un piano limpido: servizio potente, rovescio incrociato profondo e ritmo costante.
Il rovescio di Fritz è stato l’ago della bilancia: ha tenuto Musetti lontano dal centro, impedendogli di imporre le sue variazioni di tocco. L’italiano ha cercato di rallentare il gioco con lo slice e la smorzata, ma la pesantezza della palla americana lo ha costretto sulla difensiva.
Musetti ha avuto quattro palle break nel primo set ma non le ha convertite. Quando il treno è passato, Fritz non ha più concesso aperture.
Per l’azzurro la sconfitta pesa non solo per il punteggio, ma per la sensazione di fragilità nei momenti decisivi. Gli manca ancora la capacità di alzare l’intensità nei match indoor rapidi, dove la gestione del servizio e della risposta fa la differenza.
Fritz, invece, ha dato prova di solidità mentale: nessuna palla break concessa nel secondo set e 82% di punti vinti con la prima palla.

La corsa al numero 1

Il successo di Sinner alimenta il duello più atteso: quello con Carlos Alcaraz, che scenderà in campo domani. La sfida non è solo simbolica: chi chiuderà le Finals davanti all’altro si garantirà il primato ATP di fine anno.
Le parole di Sinner a fine match : “Sto cercando di godermi questo momento, ma so che ogni punto può valere tanto”.
Fotografano l’equilibrio mentale con cui affronta il torneo.

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Autore - Articoli pubblicati: 30

Studente di Giurisprudenza, con esperienza amministrativa e interesse per ambito legale, aziendale e risorse umane.

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