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Dimissioni, i controlli dell’Ispettorato del lavoro

In diciotto mesi sono giunte 25mila comunicazioni. E il monitoraggio dell'ente ha svelato un "mondo"

L’Ispettorato nazionale del lavoro ha reso noto che sono oltre 25.000 le comunicazioni di dimissioni per fatti concludenti, vale a dire per le assenze ingiustificate prolungate.

Questo dato si riferisce ai diciotto mesi successivi all’entrata in vigore della nuova disciplina che prevede, in caso di assenza ingiustificata del lavoratore protratta oltre il termine previsto dal contratto collettivo o, in mancanza, superiore a quindici giorni, l’obbligo da parte del datore di lavoro di trasmettere una comunicazione all’Ispettorato territoriale.

Quest’ultimo può verificarne la veridicità. E, in presenza dei presupposti, può far sì che il rapporto si consideri risolto per volontà del lavoratore, salva la possibilità per quest’ultimo di dimostrare l’esistenza di cause giustificative.

Ma da quale area geografica proviene la maggior parte delle comunicazioni? La distribuzione territoriale delle comunicazioni riflette, in larga parte, la geografia produttiva del Paese: il Nord concentra circa il 56% delle comunicazioni, il Centro circa il 28%, mentre il Sud si attesta intorno al 16%.

L’Ispettorato – si legge in una nota – ha svolto un’intensa azione di verifica con controlli su circa un terzo delle segnalazioni pervenute e le comunicazioni non veritiere rappresentano il 4,6% delle verifiche effettuate: “Il monitoraggio ha permesso di intercettare situazioni sensibili, come assenze riconducibili a malattia, maternità, fragilità personali o preesistenti casi di conflittualità tra datore e lavoratore, in cui l’intervento dell’Inl ha garantito la corretta qualificazione delle fattispecie e la tutela dei diritti dei lavoratori”.

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Collaboratore - Articoli pubblicati: 36

Giornalista con oltre quindici anni di esperienza, specializzato in lavoro, economia e società. Noto per le sue analisi approfondite e lo stile equilibrato, si concentra sull'impatto delle politiche e dei trend sul tessuto sociale ed economico italiano. Ha iniziato la sua carriera in testate locali, sviluppando una profonda comprensione delle dinamiche del mercato del lavoro e delle sfide sociali a livello regionale.

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